REQUEST A CALLBACK

Graziani Marmi, Italia – Caso Studio

Pubblicato il In blog

Grazie alle più recenti normative in fatto di eco-sostenibilità e alle nuove sensibilità che si stanno sviluppando nella popolazione a riguardo della tutela ambientale e dell’economia circolare, oggi un impianto di depurazione non è più un qualcosa da nascondere ma diventa un biglietto da visita per l’azienda che vuole mostrare il proprio impegno per la salvaguardia delle risorse naturali.

Le migliori aziende al mondo oggi utilizzano gli impianti MATEC INDUSTRIES perché oltre ad essere funzionali, affidabili, efficienti e altamente tecnologici sono anche belli; così da essere un fiore all’occhiello di cui andare fieri con i propri ospiti.

Il mercato del marmo, uno dei più importanti del territorio toscano, è frequentato da personalità internazionali che sono attente alla qualità e alla bellezza; è quindi ancora più importante che ogni aspetto dell’azienda sia curato nei minimi particolari.

Oltre ad avere un’altissima funzionalità tecnica gli impianti di MATEC sono tutti realizzati in acciaio Inox per poter trasmettere solidità e longevità al laboratorio in cui vengono installati.

Uno di questi impianti installati ultimamente è quello di Graziani Marmi, uno dei più importanti players a livello mondiale nel settore marmo e granito di Massa e Carrara, proprietario di molte cave del settore, come ad esempio le prestigiose cave Campanili e Tecchione; il quale ha investito in un nuovo impianto di depurazione rimuovendo quello installato negli anni 90, proprio per valorizzare l’ingresso all’azienda per i clienti che li vanno a visitare.

Per questo, in MATEC INDUSTRIES, abbiamo realizzato un progetto che potesse entusiasmare e convincere sia dal punto di vista tecnico che estetico.

La continua crescita ed espansione dell’azienda Graziani Marmi, ha portato a dover risolvere il problema dei consumi di acqua, energia e smaltimento dei fanghi, dovuti ai processi di lavorazione dei vari materiali estratti.

A quel punto per l’azienda è stato importante riporre fiducia un in partner locale, MATEC INDUSTRIES, il quale ha predisposto una soluzione in grado di poter recuperare l’ acqua utilizzata nel processo e la reintroduzione della stessa nel ciclo di lavorazione di taglio e lucidatura del marmo.

Vediamo di seguito le specifiche dell’impianto realizzato per Graziani Marmi.

 

Indice

 

Descrizione della produzione

Le procedure di taglio utilizzate per la lavorazione del marmo bianco sono: seghe a filo diamantato e seghe a telaio. In entrambi, una riduzione dello spessore di taglio ha una ripercussione diretta sulla redditività, oltre che sul materiale di scarto prodotto.

Il materiale di scarto è quello che viene inviato all’impianto di disidratazione per la rimozione di tutto il materiale fine, generalmente “ultra fine”, 0-65μm.

L’acqua recuperata dall’impianto di disidratazione viene riportata al processo di taglio per un ulteriore raffreddamento e lavaggio dei tagli.

È assolutamente fondamentale che quest’acqua sia 100% priva di materiale fine/ultrafine, che potrebbe causare la “bruciatura” del taglio del marmo conferendo alla lastra una finitura rifiutata.

 

Variazioni

Per tenere il passo con la crescente produzione (di 4 cm al minuto sulla loro sega a nastro a filo diamantato) è stato installato un silo decantatore per la separazione dei solidi, rendendo riutilizzabile l’acqua di tracimazione.

Il silo di decantazione, scarica alla filtropressa, che separa ulteriormente i solidi dall’acqua al serbatoio di alimentazione dell’impianto di disidratazione.

Unità di recupero della sabbia con idrocicloni - Matec Industries
Vaglio vibrante a 3 piani - Matec Industries

(Immagine: Serbatoio di alimentazione dell’impianto di disidratazione con tutte le acque reflue che alimentano il serbatoio)

 

Setup

Attualmente il processo di taglio utilizza 800 Lt/min di acqua pulita per il raffreddamento e il lavaggio. Il tutto è generato dall’impianto di disidratazione.

Il processo di taglio può gestire blocchi fino a 34 tonnellate o di dimensioni fino a 3,2 m x 2 m di altezza, tagliando 82 lastre per blocco.

 

Impianto

L’impianto di trattamento delle acque reflue e filtropressa è composto dai seguenti componenti:

    • Filtropressa Aquae 630×630, 30 Piastre
    • Pompa Centrifuga 403 AO/AB/AD
    • BIFANG 1000 Lt, serbatoio di omogeneizzazione fanghi
    • Silo Decantatore Verticale Statico 60.000 Lt (AISI304, Portata fino a 180m³/ora)
    • BIFLOC 1000 A, sistema automatico di gestione del flocculante
    • Serbatoio acque stoccaggio acque sporche 10.000 Lt
    • Pompa Centrifuga
    • Serbatoio acque chiare 25.000 Lt
    • Pompe di rilancio acqua chiara
    • Struttura

Produzione:

  • 3 tonnellate secche/ora ad un ciclo di 12 minuti
  • 5 cicli all’ora

Contenuto di umidità: < 20%

 

Risultato

Grazie all’impianto completamente automatico, dalle alte performance e dai bassi consumi di energia, riusciamo a far riutilizzare nell’impianto un 97% di acqua recuperata dal ciclo di lavorazione.

Ed inoltre, grazie al basso contenuto di umidità inferiore al 20% presente nei panetti, abbiamo dato l’opportunità di trasformare ciò che era considerato rifiuto, in una nuova risorsa, rivenduta in vari ambiti business legati ai settori dell’industria edile.

Matec Industries
Matec Industries
Icona tutti gli articoli
Shares