IMPIANTO GRAZIANI MARMI - CASO STUDIO

Carrara, Italia

Dati dell'impianto

Rispondere alle esigenze: Graziani Marmi

Graziani Marmi è uno dei più importanti players a livello mondiale nel settore marmo e granito di Massa e Carrara, proprietario di molte cave del settore, come ad esempio le prestigiose cave Campanili e Tecchione famose per la loro imponenza e per l’eccellente qualità dei materiali; Graziani ha scelto Matec per investire in un nuovo impianto di depurazione rimuovendo quello installato negli anni 90.

La continua crescita ed espansione dell’azienda Graziani Marmi, ha portato a dover risolvere il problema dei consumi di acqua, energia e smaltimento dei fanghi, dovuti ai processi di lavorazione dei vari materiali estratti. A questo punto per l’azienda è stato importante riporre fiducia in un partner locale, Matec Industries, il quale ha predisposto una soluzione in grado di poter recuperare l’acqua utilizzata nel processo e la reintroduzione della stessa nel ciclo di lavorazione di taglio e lucidatura del marmo.

Marmo = Qualità

Il mercato del marmo, uno dei più importanti del territorio toscano, è frequentato da personalità internazionali che sono attente alla qualità e alla bellezza; le procedure di taglio utilizzate per la lavorazione del marmo bianco sono: seghe a filo diamantato e seghe a telaio. Entrambe le soluzioni richiedono un grande impiego di acqua, necessaria a raffreddare i componenti soggetti a surriscaldamento e per il lavaggio delle lastre da residui di taglio.

È assolutamente fondamentale che quest’acqua sia 100% priva di materiale fine/ultrafine, che potrebbe causare la “bruciatura” del taglio del marmo, compromettendo la qualità finale della lasta.

La soluzione Matec per l’impianto di Graziani Marmi

Per soddisfare le esigenze del cliente Matec ha deciso di proporre una soluzione classica ma funzionale e ben rodata, un impianto di trattamento fanghi ed acque reflue con filtropressa. L’impianto è costituito da diversi componenti chiave a partire dalla Filtropressa Aquae 630×630 con 30 piastre, progettata per separare solidi dalle sospensioni liquide, abbiamo poi una Pompa Centrifuga Alfa, responsabile del trasferimento dei liquidi attraverso la forza centrifuga generata da un rotore in movimento.

Il serbatoio di omogeneizzazione fanghi Bifang da 1000 litri contribuisce alla miscelazione e all’omogeneizzazione dei fanghi provenienti dal processo di trattamento mentre il Silo Decantatore Verticale Statico, con una capacità di 60.000 litri e realizzato in AISI304, facilita la separazione dei solidi più pesanti dall’acqua tramite il processo di decantazione.

Il sistema automatico Bifloc 1000 gestisce in modo automatico la quantità di flocculante nel processo di trattamento e nel contempo due serbatoi, uno da 10.000 litri per le acque sporche e uno da 25.000 litri per le acque chiare, vengono utilizzati per lo stoccaggio temporaneo. Le pompe centrifughe e le pompe di rilancio per le acque chiare marchiate Alfa Pompe, sono essenziali per il trasferimento dei fluidi nel sistema.

Risultato ottenuto dall’impianto

Grazie a questo impianto completamente automatico, dalle alte performance e dai bassi consumi di energia, riusciamo a far riutilizzare fino al 97% di acqua derivante dal ciclo di lavorazione.

La produzione di scarto solido si attesta su 3 tonnellate/ora di produzione ad ogni ciclo di filtrazione; ogni ciclo dura circa 12 minuti e ci permette di arrivare nelle migliori condizioni ad avere circa 5 cicli/ora. Questo materiale che nasce come un rifiuto, grazie al basso contenuto di umidità (inferiore al 20%) presente nei panetti, viene trasformato invece in una nuova risorsa, rivenduta in vari ambiti business legati ai settori dell’industria edile e cosmetica.

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