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Filtropressa: Come funziona una filtro pressa a piastre?

Pubblicato il In blog

La filtropressa MATEC è realizzata per raggiungere i migliori risultati nella disidratazione dei fanghi industriali. Tutte le filtropresse MATEC sono studiate per poter essere utilizzate con tecnologia HPT (High Pressure Technology) in grado di lavorare sia a pressioni di esercizio comuni a tutte le filtropresse, 5-7 bar, sia ad alte pressioni prossime o superiori ai 16-21 bar. Questo è reso possibile grazie alla progettazione altamente specializzata delle nostre macchine ed all’utilizzo di componenti di altissima qualità e livello ingegneristico quali centraline e pistoni oleodinamici, strutture chassis sovradimensionate e pompe ad alta pressione.

Funzionamento Filtropressa

Come funziona una filtropressa?

Il funzionamento di una filtropressa per fanghi è il seguente:

La centralina oleodinamica è la parte coinvolta nella chiusura delle piastre e le mantiene chiuse fino ad una pressione di 350 bar per resistere alla spinta creata dalla pompa di immissione fanghi.

Il ciclo della filtro pressa fanghi inizia con la messa in pressione dell’intera struttura mobile composta dalle diverse piastre che si uniscono tra loro creando camere ermeticamente sigillate dove andrà a raccogliersi il fango da disidratare.

Una volta che le piastre sono tutte serrate la pompa di alimentazione della filtropressa inizia il riempimento delle camere.

La pompa aspira i fanghi dal serbatoio di omogeneizzazione e li spinge all’interno delle camere formate dalle piastre. Il controllo del riempimento è sempre fatto tramite due velocità, riempimento e disidratazione, tramite un inverter auto programmante per raggiungere le pressioni desiderate.

I fanghi riempiono le piastre una ad una, grazie alla pressione le particelle solide vengono trattenute dalle tele filtranti mentre l’acqua le attraversa e viene recuperata dalle canaline di scolo.

In presenza di materiali difficili come le argille, Matec riesce a pressare i panetti fino a 21 bar utilizzando la tecnologia HPT. Filtrati i fanghi e recuperate tutte le acque, la filtropressa termina il suo ciclo quando la sonda presente nella bacinella di raccolta non avverte più la presenza di acqua e di conseguenza arresta la pompa di immissione.

Un volta raggiunta la completa disidratazione dei panetti, il pacco piastre viene aperto e i fanghi che hanno formato panetti asciutti con umidità residua bassissima precipitano pronti per essere smaltiti.

I panetti formati essendo perfettamente asciutti cadono automaticamente ed immediatamente lasciando le tele pulite e pronte per il ciclo successivo.

L’apertura viene fatta in un’unica volta o a gruppi di 10 piastre tramite l’utilizzo del sistema TT2Fast che garantisce di contenere la lunghezza della filtropressa soprattutto in modelli superiori a 50 piastre TT (total traction).

Per assicurare e garantire il distacco di tutti i panetti, le filtropresse MATEC installano il sistema brevettato Gasser Shaker che scuote automaticamente le piastre. L’alta tecnologia MATEC e le ottime componenti consentono una gestione semplice ed efficace dell’impianto tramite PLC e nell’apposito Touch Screen vengono visualizzate tutte le opzioni disponibili, i tempi di filtrazione, i metri cubi prodotti in un’ora o nell’arco della giornata.

MATEC mantenendo la semplicità delle sue macchine ne garantisce il perfetto funzionamento grazie a più di 20 tipi di controlli ed allarmi atti a prevenire qualsiasi tipo di guasto o fermo impianto.

Quali sono i vantaggi di una filtropressa a piastre MATEC?

Il risultato finale utilizzando le filtropresse MATEC è quello di avere fanghi perfettamente compatti con umidità residua inferiore al 16% -25% nel settore inerti e marmo e fino all’8% nel settore minerario garantendo al contempo acque completamente purificate e pronte al riutilizzo.

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